LA STORIA DEL PAESE

Monastero fu fondato da un gruppo di monaci Benedettini intorno al 1050. Probabilmente esisteva già una precedente fondazione monastica longobarda, testimoniata dal culto di Santa Giulia, che ancora oggi è patrona del paese. Nel IX secolo i Saraceni provenienti da Fraxinetum in Provenza (presso l'odierna Saint-Tropez) scesero in Piemonte distruggendo tutti i borghi che incontrarono: nacque così la divisione del basso Piemonte in tre Marche con a capo un marchese. 

Il ponte medievale

Il borgo

Antica veduta di Monastero

Monastero faceva parte della Marca di Aleramo. La Marca era completamente devastata e saccheggiata, fu per questo motivo che vennero chiamati i Benedettini che edificarono la torre campanaria, il ponte, la chiesa e il monastero. 

Nel 1393 l'abate Alberto dei Guttuari, dopo aver concesso alla popolazione ampi privilegi e immunità, trasferì i monaci nel monastero di San Bartolomeo di Azzano d'Asti. Da questo momento inizia per il monastero di Santa Giulia la storia feudale con l'investitura fatta da papa Bonifacio IX ad Antonio e Galeotto del Carretto. A quest'ultimi succedettero i Della Rovere che, come i loro predecessori, si preoccuparono di mantenere alla popolazione le immunità ed i diritti che avevano acquistato in tempi antichi. Nel 1620 il duca Ferdinando concesse il mercato due volte a settimana (usanza ribadita nel 1696). 

Resti della cinta muraria

Sempre nel XVII secolo si stanziò una comunità di Agostiniani sostituita poi dai Cappuccini. In questi anni, Carlo Emanuele di Savoia ed in seguito Vittorio Amedeo devastarono il territorio di Monastero a causa della loro lotta con gli Spagnoli. A metà del XIX secolo il feudo fu concesso da casa Savoia ancora ai Della Rovere, mentre a fine secolo fu acquistato dalla famiglia Polleri di Genova e poi venduto al Comune.
Rampa di accesso al castello detta "el puntet" e  suggestivo vicolo del centro storico